LINDSAY KEMP E DUENDE
di David Haughton

Lindsay Kemp č uno studioso di mitologia: la sua realtą č formata da immagini splendenti che egli trae e ricrea dal mondo che lo circonda. La Spagna ed il Garcia Lorca di Kemp quindi, sono pił creazioni che fatti reali, sono trasformazioni personali di una data realtą all’interno della sua mitologia intrinsecamente teatrale. Tale č il suo meccanismo psichico per vivere e fare teatro, attivitą inevitabile questa, che sboccia istintivamente dal suo modo di vivere – se queste trasformazioni hanno valore per il suo pubblico la ragione risiede (per quanto egli possa cambiare in superficie) nel suo legame con l’ispirazione originale cosi intensamente personale. "Duende"č stato un fermento di anni. Sebbene il punto focale sia Federico Garcia Lorca, la matrice, il mezzo per giungervi, sono la Spagna e ciņ che essa significa per Lindsay Kemp e per la cerchia dei suoi collaboratori. In questo caso, i collaboratori sono stati in primo luogo Carlos Miranda e Celestino Coronado; tuttavia l’insieme della Compagnia ha partecipato, come di consueto, a questo processo: ogni artista contribuendo in modo indipendente con la sua creativitą. Quindi una visione singolač ispiratrice di una visione collettiva dove focalizza molte energie. In questa occasione la visione č la Spagna – la Spagna dei Goya e Velasquez, del flamenco e della elegante ferocia nella corrida, dell’Alhambra e del "barrio cino" (quartiere cinese) del porto di Barcellona, di de Falla e Picasso, Dalģ e Lorca, dei Gitani, dei limoni e del sangue, della chitarra che sa di fumo e del battito dei tacchi, la Spagna dei ventagli, delle mantille e dei gesti fieri, dei vini rosso-cupo, delle madonne di porcellana e delle puttane che danzano, la Spagna della sofferenza e della gioia – quella gioia particolare espressa nella parola "alegria", che contempla un fiero piacere che ha anche il sapore del dolore e della morte. In questa Spagna, Kemp ("solo in teoria inglese") trova qualcosa di unico nei modi del cerimoniale, nelle celebrazioni delle passioni pubbliche, nel colore e nell’ombra. La Spagna,č il paese europeo che possiede la cultura pił tenacemente tradizionale, impregnata di storia che si rinnova continuamente nelle vene del suo popolo. E una cultura formata da antitesi (mori, cristiani, celtici, gitani; inoltre surrealismo, paganesimo, misticismo) che si trovano raggruppate negli idealismi politici del nostro secolo, dove una tradizione particolarmente vigorosa di socialismo ed anarchia, si confronta con il formalismo di quella nuvolaglia di ideologie pseudo-cristiane, pseudo- borghesi, pseudo-fasciste, a cui Franco, quando prese il potere, diede falsa unitą sotto l’egida del suo nome. La Guerra Civile Spagnola, vista dalla’ottica idealizzata dello studioso di mitologia, č spunto attraente per la drammatizzazione di ciņ che appare come una lotta, in bianco e nero, tra libertą ed espressione, tra bene e male. In effetti, questo antagonismo nella societą spagnola, come "Duende" tende a dimostrare in modo fantastico, ha lontane origini storiche: nella disfatta e repressione della cultura moresca del quindicesimo secolo e nella persecuzione degli ebrei e dei gitani, da parte di susseguenti generazioni di governanti spagnoli. Lindsay Kemp, che in Gran Bretagna, č stato cosi spesso definito "emozionalmente indulgente... eccessivo... ostentato", si sente ovviamente pił a causa sua in Spagna che in Inghilterra. Egli, ed il suo modo di fare teatro, sono stati istintivamente apprezzati, per l’estetica simile a quella spagnola, con la sua retorica che armonizza uno stile perfetto ed una tradizione tenace, col delirio del momento inebriante. Naturalmente l’incanto che Lindsay Kemp prova per scialli e ventagli č un aspetto, sebbene minore, del fascino che sente per questa retorica. La figura di Lorcač un simbolo naturale che riflette sia questa eredita spagnola, sia lo sperimentalismo dell’avanguardia europea del ventesimo secolo: simbolo che attraverso il patetico martirio dei primi giorni della Guerra Civile, incarna la disfatta di entrambi, tragica ma non irreversibile, ad opera de Nazionalisti. Lindsay Kemp ha, alle spalle, la sua storia di ribellione frantumata contro le meschine convenzioni e restrizioni con le quali si č cosi spesso scontrato – questa č per lui un’altra svolta cocente del suo martirio. II suo contatto con Lorcač acutamente personale, eglič convinto di aver vissuto le esperienze del poeta. Questa identificazioneč all’origine di "Duende", come le identificazioni con Genet e con Divina furono all’origine di "Flowers". Lorca č uno dei mitici eroi su cui Kemp crea e proietta la sua identitą – Genet, Isadora Duncan, Nijinsky, Rimbaud, Sarah Bernhardt, sono altri – ognuno dei quali incarna per lui I’Artista, in tutta la sua invincibile forza spirituale e in tutta la sua patetica vulnerabilitą. Ingredienti di questo poema drammatico, simboli universali dell’Artista, sono: il sognare creativo, il perpetuare I’infanzia, l’oppressione. E un’evocazione in omaggio a Lorca ed ai tessuti specifici delle sue metafore. Vi troviamo la Spagna, vignette del suo storico passato, come lettere stampate in un collage, attraverso il lirismo torturato di El Greco. Vi troviamo la cultura spagnola, vista con gli occhi di un esule (Kemp) e la cultura americana vista con gli occhi di un altro esule (Lorca). Arriviamo al "Duende". II saggio di Lorca sul "Duende" č un novero poetico devastatamente lucido su un’estetica che si riscontra profondamente con quella di Lindsay Kemp.II Duende č l’abbandono alla base del suo credo. E il Dio nascosto dello spettacolo, Dionisio, Kali, il Demone Possessore che porge amore da una parte e morte dall’altra. Questa veritą,> questo pericolo, questotrance, sono estremamente vitali per il teatro. Come la peste che Artaud descrisse e da cui fu consumato. E la lotta sull’orlo dell’ignoto. Questa nuditą, indifesa e disturbante, nonostante i suoi difetti,č la caratteristica maggiore di Lindsay Kemp. II "poema fantastico" che ci propone questo spettacolo č composto quindi da tali immagini e identificazioni primarie, intessute in un arazzo surreale di musica, danza, parole, costumi, luci e qualsiasi altro elemento offerto dalla poesia e dal teatro. La logica della sua costruzioneč, come la logica della poesia di Lorca, composta da simboli e sogni. II suo stile, come quello di Lorca,č una misteriosa collisione di esperimenti su tradizioni e di complessitą e semplicitą. La fatalitą dell’uno e dell’altro č il fascino della morte. II suo eco, per entrambi, un riverbero di vita.
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